PREMIO PAOLO MASCAGNI

Ingegneria Meccanica e Servizi
"Un ponte Università - Imprese"

di Maria Silvia Cabri - QN Il Resto del Carlino

‘Dall’università al mercato globale nel segno dell’eccellenza’: così si presenta ASTRA Research di Modena, azienda specializzata nell’erogazione di servizi alle imprese che sviluppano prodotti e processi innovativi e tecnologicamente evoluti. Il tutto, come spiega l’ingegner Roberto Rosi, CEO & Founder, offrendo soluzioni su misura e basate sulla capacità di tradurre le esigenze in risposte concrete, mettendo a disposizione le competenze e il know-how maturato nell’ambito della ricerca universitaria.

 

Ingegner Rosi, come nasce ASTRA Research e come descriverebbe il vostro Dna?

«L’azienda è stata fondata nel 2008 come spin-off accademico del dipartimento di ingegneria ‘Enzo Ferrari’ dell’Università di Modena e Reggio Emilia, da parte di quattro giovani laureati in ingegneria meccanica: il sottoscritto, Matteo Giacopini, Andrea Salsi e Andrea Baldini. L’obiettivo era unire il mondo universitario a quello industriale e il progetto è risultato vincente. Attualmente soci di maggioranza siamo io e Matteo (che ha proseguito la carriera universitaria), e siamo affiancati, quali soci di minoranza, da tre giovani che rivestono ruoli di responsabilità. Il nostro Dna è universitario: il rapporto con Unimore è molto più di una semplice collaborazione, è un vincolo forte e significativo».

 

Un’azienda radicata nel territorio: come influisce sulle attività?

«Il legame, al territorio e all’Università, ha fatto di ASTRA Research molto di più di un’azienda: un vero e proprio punto di riferimento nel settore della consulenza ingegneristica meccanica, un partner per le imprese verso l’eccellenza. Tra i servizi offerti figurano la progettazione e lo sviluppo-prodotto, il calcolo e la simulazione numerica, la prototipazione virtuale e la correlazione teorico-sperimentale, la creazione di Digital Twin, nonché la formazione e il trasferimento tecnologico».

 

Quali sono state le principali sfide affrontate negli anni?

«All’inizio la sfida è stata capire come gestire e fare crescere un’azienda, che ora ha oltre 30 specialisti con un’età media di 33 anni e con competenze trasversali, dall’automotive al biomedicale, dal movimento terra al settore idraulico, dalla meccanica all’aereospaziale, dal packaging al settore agricolo, dal farmaceutico all’alimentare. La scommessa quotidiana è essere sempre aggiornati sulle nuove tecnologie».

 

Come valutate l’impatto della tecnologia digitale e dell’Intelligenza Artificiale sul futuro dell’ingegneria meccanica?

«ASTRA Research ha un alto potenziale tecnologico e questo ci consente di stare al passo con questi cambiamenti. Siamo partiti facendo simulazioni; oggi con il Digital Twin compariamo il modello reale con quello virtuale in real time, mediante una divisione interna specializzata. Dallo scorso anno si è ampliata la parte sperimentale con l’apertura di ASTRALab, spazio dove le idee prendono forma, dove la ricerca diventa innovazione tangibile».

 

Ultime aree di sviluppo?

«Ad inizio 2024 ci sono state due grandi novità: la prima è la partnership tecnica con Dassault Systèmes, per portare sul mercato soluzioni integrate. La seconda è la collaborazione con BI-REX (uno degli 8 Competence Center nazionali istituiti nel quadro del piano governativo Industria 4.0), per sfruttare al massimo il potenziale derivante dai Big-Data».