FARE INSIEME - Astra Research, quel filo senza fine che lega università e imprese nel segno dell’eccellenza

Da cosa nasce cosa. Così quando l’ambizione è pari solo alla dedizione, alla costanza, alla voglia di fare la differenza, possono nascere solo cose belle. In fondo è questa la storia di un’avventura imprenditoriale nata da quattro ragazzi diventati soci in affari dopo il dottorato. Una storia che prende forma in quelle scale universitarie percorse migliaia di volta anni prima, con il sole o con la pioggia, con il cuore a mille per gli esami da fare e con la gioia dei traguardi raggiunti. Siamo nella zona vignolese a Modena est, in quello spazio che tiene insieme università e aziende. Questa è la storia di Astra Research, spinoff universitario del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari all’Università di Modena e Reggio Emilia.

Gli esordi e il presente. 
Tutto parte nel gennaio 2008, in quegli iconici spazi universitari, espressione di quell’ateneo impegnato a sfornare talenti che declinano al meglio percorsi scientifici e manageriali. A guidare questa avventura sono quattro giovani laureati: Roberto Rosi, Matteo Giacopini, Andrea Salsi e Andrea Baldini. Tutti nati tra il 1975 e il 1977. E tutti con in tasca una laurea in ingegneria meccanica. «Quel che comincia come un progetto ambizioso cresce e si sviluppa nel corso di sedici anni di intensa attività. Oggi Astra Research è molto di più di un’azienda. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento nel settore della consulenza ingegneristica meccanica, un partner per le imprese nel cammino verso l’eccellenza. Avevamo già contatti con alcune realtà e ci siamo accorti che c’era un forte distacco tra le richieste aziendali e le attività che facevamo in università», afferma Roberto Rosi, CEO di Astra Research. Da lì la scelta di fare qualcosa di concreto. L’headquarter si estende su oltre cinquecento metri quadrati: è un luogo in cui la creatività e l’innovazione si fondono, dando vita a soluzioni ingegneristiche che varcano i confini nazionali e si proiettano su scenari globali. Dallo scorso anno l’ampliamento della parte sperimentale con il capannone a cinquecento metri dalla sede. Qui, su seicento metri quadrati, si articola un’area di sperimentazione: si va dai banchi prova all’acquisizione di dati per la componentistica. «Il cuore pulsante della nostra operatività è il nuovissimo laboratorio di ricerca e sviluppo, uno spazio dove le idee prendono forma, dove la ricerca diventa innovazione tangibile», dice Rosi. Una vicinanza anche fisica con quel mondo universitario che li ha uniti. «In fondo siamo rimasti vicino all’università, a pochi passi da lì. È come se non l’avessimo mai abbandonata l’università», precisa Rosi. Il team è composto da oltre 30 specialisti con un’età media di circa 33 anni e tutti con competenze trasversali che spaziano dall’automotive al biomedicale, dal movimento terra al settore idraulico, dalla meccanica all’aereospaziale, dal packaging al settore agricolo, dal farmaceutico all’alimentare. Nel 2023 si raggiunge un traguardo significativo: l’azienda supera i 2 milioni di euro di fatturato. «Un successo che non è fatto solo di numeri, ma è il risultato tangibile della fiducia riposta in noi da principali player italiani nei settori della mobilità e della manifattura. Siamo orgogliosi di camminare al fianco di queste eccellenze, contribuendo a plasmare un futuro all’insegna dell’innovazione e della partnership solida. In fondo ogni progetto è una storia che scriviamo insieme ai nostri clienti, un capitolo che racconta di sfide superate e obiettivi raggiunti. Astra Research è un alleato che si impegna emotivamente in ogni passo che intraprendiamo insieme», dice Rosi.

Abbattere barriere.
 Qui si abbattono le barriere tra accademia e azienda e si creano sinergie che danno vita a soluzioni uniche e adattabili. «In questi anni abbiamo coltivato con cura e preservato il nostro DNA universitario, mantenendo un legame diretto con l’università. Questa connessione è molto più di una semplice collaborazione: è un vincolo forte e significativo. Ogni anno accogliamo numerosi ragazzi nello sviluppo della propria tesi e che entrano all’interno del nostro ecosistema, che rappresenta un vero valore aggiunto nell’ arricchimento del loro bagaglio tecnico e umano. Ai neo-laureati che si sono distinti per valore e passione offriamo non solo l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro, ma una vera e propria prospettiva di crescita attraverso un contratto stabile, con un valore che va oltre il semplice aspetto economico: la possibilità di essere coinvolti in attività con aziende internazionali aggiunge un ulteriore strato di esperienza e crescita professionale», precisa con orgoglio Rosi. E ritorna con forza quel legame viscerale con la propria terra, avamposto di futuro. «Nella nostra amata Modena, culla di passioni e motori, abbiamo radici profonde che si intrecciano con i sogni che sin da bambini ci hanno affascinato. Le auto non sono mai state solo un sogno, ma una fonte di ispirazione incessante. Il ruggito dei motori è la colonna sonora delle nostre vite, il richiamo di una passione che ci guida fin dai primi passi. La storia di Enzo Ferrari, il visionario che ha sfidato il mondo, è per noi mito e ispirazione», dice Rosi. D’altronde il futuro si affronta meglio con quei maestri del passato che indicano la via da percorrere.

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